La base, aglio, prezzemolo e peperoncino

Monodose, perché è bello. Perché non dovresti usarlo.

—

da

in

Nella proposta di prodotti industriali troviamo sempre il monodose, il monoformato o comunque quel formato che ci consente di usare il prodotto e non avere avanzo, non doverlo conservare.

Ora vorrei riflettere sul perché l’industria fa i monodose, formati usa e getta e spiegare perché noi non facciamo monodose, al netto di una bellissima eccezione.

Nella variegata proposta di prodotti che troviamo al supermercato, in tutti i supermercati, troviamo sempre il monodose. Possiamo trovarlo di quella marca più famosa o di quell’altra, poco importa. Sempre troviamo la possibilità di acquistare questo tipo di formato.

Prima di iniziare, faccio alcune precisazioni.

Per formato monodose intendo un formato che posso utilizzare una volta sola, mi basta, è la quantità giusta e non ho scarto.

Il tipo di prodotto a cui mi riferisco sono le erbe aromatiche essiccate, mix di erbe aromatiche essiccate, preparati per condimenti – come l’adorata aglio, olio e peperoncino – condimenti per la carne, il pesce, le verdure, le patate e chi più ne ha più ne metta.

Non mi sembra il momento qui di entrare nel merito del contenuto del monodose, ossia del tipo di materia prima: provenienza, qualità, stato di conservazione, etc.

Ora cerco di spiegare perché non facciamo i monodose.

erbe aromatiche e sale, insaporitore

Sin dalle prime confezioni di sale aromatizzato alle erbe aromatiche abbiamo puntato su un quantitativo abbondante, per un uso quotidiano.

Una confezione che permettesse a chi l’acquista di usarlo più volte, parecchie volte.

Conoscerlo, apprezzarlo e magari sperimentare questo prodotto in più preparazioni.

Ma oltre all’aspetto più romantico, ci son aspetti economici, ecologici, e pratici.

Partiamo dal pratico!

Fare un monodose significa fare tanti piccole confezioni, una per ogni utilizzo:

  • Più utilizzo di packaging;
  • Più ore di lavoro in laboratorio;
  • Più spazio occupato in magazzino;
  • Più rifiuti prodotti;

Tutto questo si aggiunge al problema: quanto è una monodose?

Dipende da quanto prodotto ogni persona utilizza.

Facciamo l’esempio del sale aromatizzato: io ne uso pochissimo, qualcuno direbbe che mangio sciapo, altri salano molto di più.

Aglio, olio e peperoncino: a me piace bella condita, con tanto di tutti, ad altri basta il sapore.

Quindi, oltre ai problemi elencati sopra si aggiunte il problema della quantità. Ed è qui che l’industria vince rispetto ad un prodotto artigianale fatto come lo facciamo noi coltivando tutto nel nostro orto per poi lavorarlo ed essiccarlo in laboratorio, dove poi lo confezioniamo.

L’ industria vince perché la materia prima di bassa qualità, forse bassissima in alcuni casi, costa poco, pochissimo quindi può aumentare la quantità nel monodose senza grosse incidenze sul prezzo.

E poi diciamocelo: quelle erbe maltrattate hanno poco sapore, se abbondano va anche bene.

Tu compri un monoporzione industriale, apri il pacchetto e lo usi. Se è troppo non lo conservi perché la busta di plastichina si è rotta tutta, e lo butti.

Per il prodotto industriale il problema non è il costo della materia prima o della manodopera – sempre bassissimo sic- ma della logistica, dello stoccaggio, trasporti e marketing.

Quindi per loro puoi anche sprecare un po’ del prodotto, l’importante che il prezzo al kg sia basso.

Riassumiamo?

Quindi la dimensione stessa della confezione nasconde un modo completamente diverso di intendere il prodotto, di curarlo, della qualità delle materie prime e del valore del costo.

Per i prodotti Agrighianda il costo è tutto sulla cura della materia prima (quindi orto e manodopera mia in laboratorio), un pochino sull’energia, un po’ sul packaging.

Per i prodotti industriali materia prima e manodopera sono a basso, bassissimo costo, costa il marketing e la distribuzione.

Quindi quando compri, valuta bene cosa vuoi pagare.


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *